Home
WeingeschichteWeingüterWeinphilosophieWeinlinks home
WeinkellerWeinnewsWeinpeopleWeinshop
Email

PASSIONE E FILOSOFIA Con amore e timore reverenziale accompagniamo la nostra vite attraverso le 4 stagioni fino alla nascita del vino. La guidiamo dalla potatura alla legatura dei nuovi getti spuntati in Primavera, la seguiamo quotidianamente curando il “piede”, ed in seguito eliminando i tralci quando siano in eccesso; procediamo quindi alla lavorazione del terreno per seminare delle piante (sovescio) aumentando così la biodiversità della monocultura vigna. Dalla fine d’Aprile inizio Maggio somministriamo i nostri trattamenti: piccole quantità di poltiglia bordolese, polvere di zolfo, rimedi omeopatici e microrganismi; grazie a queste misture la sosteniamo attraverso l’arco di tutto il periodo vegetativo e la rendiamo più resistente rispetto alle variazioni atmosferiche, aiutandola a superare sbalzi di temperatura,eccessi climatici e malattie. Durante la stagione vegetativa si fa uso anche in modo mirato dei rimedi biodinamici 500 e 501. Le erbacce sono prevalentemente eliminate meccanicamente in modo che la vite non abbia concorrenza durante il periodo secco. Il fogliame della vite è sfoltito in diverse riprese alfine di renderlo più arioso: tramite l’eliminazione di foglie e getti si permette infatti ai grappoli di ricevere la quantità ottimale di raggi solari e aria, ed il processo di maturazione viene influenzato positivamente. La produzione d’uve è ridotta a 40-50 qli./ettaro per il Brunello, a 60-80 qli./ettaro per il Rosso di Montalcino e ad 80 qli./ettaro per il Morellino di Scansano. In Alto Adige, data la presenza di più qualità di uve e la differente realtà climatica si procede di anno in anno in maniera differente a seconda dei casi, non senza aver effettuato più volte nell’arco della stagione test volti ad esaminare il valore degli zuccheri, dell’acidità e del pH. Allorché viene raggiunto il giusto grado di maturazione, si dà inizio alla vendemmia: uno dei momenti più attesi. Ma prima che i grappoli cadano nei tini di fermentazione, bisogna verificare che i test siano stati positivi; in caso di esito negativo si rinvia ancora di qualche giorno l’inizio della raccolta, sempre che le condizioni meteorologiche lo permettano. La vendemmia viene effettuata a mano utilizzando ceste da 20-25 kg. All’arrivo in cantina i grappoli sono controllati ad uno ad uno, mentre passano su di un nastro trasportatore di selezione: ciò permette di eliminare quelli imperfetti o difettosi. Immediatamente dopo, una diraspatrice separa i raspi dagli acini, che poi per gravità, in pratica senza l’uso di pompe, cadono attraverso apposite tubature in tini di fermentazione in legno o acciaio posti nella cantina sottostante. Dopo macerazioni prefermentarie a freddo lunghe anche di una settimana, inizia spontaneamente la fermentazione. L’uso di lieviti selezionati non è gradito, proprio per eliminare al massimo tutti i fattori esogeni. Accurate operazioni di estrazione si susseguono a secondo del tipo di vino desiderato. Dopo 2 a 4 settimane il vino nuovo viene separato dalle vinacce che, loro, passano in pressa anch’essi senza l’uso di pompe. Il vino nuovo viene reso più limpido attraverso numerose fasi di sedimentazione della durata di 2/3 giorni; successivamente lo si stocca in tini da diverse pezzature o in barriques: il vitigno Sangiovese ad esempio, affinché possa esprimere in maniera armonica tutta la propria potenzialità, necessita di tini in rovere da 32 o 5 ettolitri mentre Cabernet Sauvignon, Syrah, Primitivo, Merlot e Mourvèdre, trovano dimora in barriques, per lo più francesi e austriache. Il Brunello di Montalcino rimane fino a tre anni in botti di rovere dato che il vitigno Sangiovese necessita di uno stoccaggio più lungo e costantemente controllato, solo così può elaborare al meglio tutte le proprie peculiarità. Il Rosso di Montalcino matura per circa 15 mesi in botti di rovere così come il Morellino di Scansano (12 mesi); per altri vini, ad esempio i Supertuscans, la permanenza può raggiungere i 24 mesi. Nel passaggio successivo il vino trascorrerà un giusto lasso di tempo di affinamento in bottiglia, affinché giunga sul mercato armonico e rotondo. Lo stoccaggio in bottiglia può durare fino a due anni secondo la tipologia. Contemporaneamente alla lavorazione in cantina durante la vinificazione, si procede alla preparazione del terreno nel vigneto in modo da poter seminare le leguminose necessarie in seguito all’antica pratica del “sovescio”. Questo è un breve excursus su ciò che accade da noi nel corso dell’anno, benché poi la realtà sia tutt’altra cosa. Resistenza, entusiasmo e pazienza per far fronte ad ogni imprevisto, sono requisiti necessari a superare la difficoltà di agire su fronti diversi: la cantina, il vigneto e la commercializzazione




L’annata 2004 è stata senza dubbio qualitativamente e quantitativamente una delle più generose della storia vitivinicola altoatesina. Rara la coppia volume e bontà nell’arco di una vendemmia. Tutti i vini sono caratterizzati da una bellissima complessità aromatica, è l’acidità che è l’elemento preponderante della nuova annata. I bianchi mostrano una gran sapidità ed acidità con l’aspirazione del lungo invecchiamento, mentre i rossi sono ben strutturati, eleganti e fruttati. Soprattutto la Schiava e il Santa Maddalena promettono già adesso piacevoli momenti d’assaggio e consumo. Due elementi si ritrovano quest’anno in tutti i vini: L’espressione del fruttato e la complessità strutturale. Qui si trova il cuore delle nostre tenute, il punto centrale dal quale ha avuto inizio tutta la nostra attività vitivinicola. Il legno di larice, così tipico di questa zona, è presente ovunque con il suo colore biondo e caldo, ed il fermento è costante nonostante gli spazi operativi siano così ridotti, (perché antichi e nati in epoche in cui le esigenze produttive erano molto differenti, nonostante il commercio dei vini altoatesini abbia radici antichissime).

 




La maturazione dell’uva quest’anno si è protratta fino al 7 Ottobre, quando ci siamo visti costretti ad iniziare la vendemmia, a causa delle condizioni meteorologiche incerte. Già nel mese d’Agosto si erano avuti i primi acquazzoni, seguiti da altri in Settembre. Ad Ottobre piogge improvvise e perfino tre episodi di grandine fortunatamente senza grossi danni, hanno reso l’andamento stagionale piuttosto discontinuo e lunatico. Alla vendemmia, conclusasi il 15 Ottobre hanno preso parte 14-15 persone. Due raccoglievano le ceste con i grappoli, mentre 7-8 si occupavano della lavorazione dei grappoli stessi; da 5 a 7 persone seguivano le procedure di cantina, dove dopo la raccolta il lavoro si è protratto per circa 3 mesi con picchi di lavoro di 16 a 18 ore. Il vino nuovo si caratterizza in gran parte per il suo colore intenso, rosso scuro, un’accentuata acidità ed una media, ma ricca struttura, in parte però già bilanciata. A questo stadio non è possibile formulare un giudizio definitivo in termini di qualità, dato che la maggior parte dei vini deve ancora elaborare la riduzione biologica dell’acidità, ma è già possibile percepire una nota fruttata originale ed affascinante. Quindi se nei prossimi mesi non si presenteranno eventi imponderabili, siamo già in grado oggi di intuire che avremo una crescita qualitativa buona e soddisfacente. Una parte del merito di quest’evoluzione si deve senza dubbio alla funzionalità della nuova cantina, finalmente terminata ed entrata a pieno regime di lavoro. Oggi godendo di strumentazioni ad alta tecnologia, possiamo effettuare la lavorazione delle uve secondo principi di assoluta naturalità in spazi e con modalità adeguate. Anche la bellezza del paesaggio esterno ha ulteriormente guadagnato (ammesso che ve ne fosse bisogno), grazie alla messa a dimora intorno ai fabbricati di nuovi alberi e piante decorative affini alla vegetazione spontanea della zona, integrando ogni elemento fino ad ottenere una perfetta armonia con il panorama unico che si affaccia sulle colline toscane e sulla Val d’Orcia. E nel 2005 avrà luogo l’inaugurazione ufficiale della struttura! Nella nuova sala di degustazione (c/a 200 mq.) abbiamo voluto creare un ambiente confortevole ed accogliente, unendo l’essenza dell’ospitalità toscana allo spirito altoatesino, per accogliere piccoli e grandi gruppi di appassionati, accompagnando di volta in volta i vini con piccole gioie del palato. Sarà qui che nel futuro si svolgeranno tutte le nostre attività e cerimonie importanti.

 



La vendemmia si è protratta per 18 giorni, dal 12 al 30 Settembre 2004. Ancora una volta abbiamo avuto il clima ideale per la Maremma: molto caldo per circa 3 mesi, ma con alcuni benefici acquazzoni già nel mese d’Agosto. La quantità d’uve, benché sempre compresa nelle direttive della DOC è stata superiore alla media, e la maturazione ottimale, tanto che in gran parte abbiamo ottenuto una qualità elevatissima. Mentre in genere i vini della Toscana del sud sono caratterizzati da bassi valori in acidità, quest’anno presentano un’armonia quasi perfetta fra le varie componenti. Sono molto complessi e piacevolmente fruttati, ed un’elevata quantità di polifenoli insieme con l’acidità totale perfettamente bilanciata, conferiscono una piena ed interessante presenza al palato. I vini di Valdifalco sono tendenzialmente melodiosi e piacevoli nel gusto e molto pronti alla beva fino dai primi anni di bottiglia, benché meno capaci di un lungo invecchiamento rispetto a quelli prodotti a Corte Pavone., dove nobiltà ed eleganza sposano perfettamente una spiccata longevità. Acquistando la tenuta di Valdifalco ci proponevamo di acquisire un’unità produttiva che ci permettesse di creare vini di qualità, in quantità nel tempo significative. In un futuro prossimo (primi mesi del 2005) presenteremo ufficialmente il nuovo Supertuscan “Granfalco”, l’anello di congiunzione fra la produzione tradizionale ed i nostri vini nuovi, il matrimonio fra territorio maremmano, vitigni autoctoni ed internazionali. Anche quest’area nel 2005 vedrà la costruzione di uno spazio per la vinificazione e lo stoccaggio in loco: una cantina “operativa” dove possano essere ospitate le uve prodotte a Valdifalco.